Un invito all’“Anno Ignaziano”

19 Ottobre 2021Articolo

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nell’Annuario dei gesuiti del 2021. Potete trovare l’intero Annuario seguendo questo link.

Il “Cammino Ignaziano” è stato progettato vari anni fa, con l’intenzione di ricreare il percorso seguito da Íñigo (Ignazio) dalla sua casa di Loyola fino a Manresa, nel 1522 e che oggi si offre a quanti vogliano seguire i passi del “pellegrino” nella Spagna settentrionale.

Tutto era cominciato l’anno precedente quando, il 20 maggio del 1521, Íñigo era stato ferito gravemente alle gambe durante la difesa del castello della città di Pamplona, assediata dai francesi. Trasportato a Loyola, vi trascorse vari mesi di convalescenza, anche sull’orlo della morte, fino a quando guarì completamente. Sappiamo che la lettura di libri di tema religioso fu il mezzo di cui si servì Dio per toccargli il cuore, fino al punto che anche i suoi familiari si resero conto che qualcosa era cambiato in lui, che il malato non era più lo stesso di prima. E così Íñigo decise di abbandonare quanto aveva fatto fino ad allora e di partire in pellegrinaggio per Gerusalemme. A febbraio del 1522, partì per Barcellona per imbarcarsi verso la Terra Santa, non portando quasi niente con sé. Tuttavia, prima di arrivare alla costa mediterranea, pensò di riposare per qualche giorno nella villa di Manresa, dove rimase quasi undici mesi, fino al febbraio del 1523, un periodo che fu decisivo nella sua conversione.

Lì si accorse che “vedeva nuove tutte le cose” e si consolidò la trasformazione iniziata a Loyola. Perciò, per ricordare l’Ignazio pellegrino cinquecento anni più tardi è stato scelto il motto “Vedere nuove tutte le cose in Cristo”, in Cristo suo Signore, le cui orme seguirà per tutta la vita; Colui che ha scoperto interiormente e che aiuterà tanti altri a conoscere, amare e seguire per mezzo degli Esercizi Spirituali.

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La Compagnia di Gesù, al giorno d’oggi offre ai propri componenti, amici e collaboratori la possibilità di rinnovarsi profondamente a partire dall’esperienza del proprio fondatore. Il ritorno a temi come il cammino spirituale, la riconciliazione, la conversazione spirituale, il discernimento, l’identità e la storia ignaziana e gesuitica, le vocazioni e le loro promozioni tra i giovani, la missione di evangelizzazione; tutto questo aiuterà a riconoscere l’opera di Dio sino ad oggi. L’“Anno Ignaziano” si impernierà su due cardini: la conversione e la povertà, dalle quali germoglia l’evangelizzazione. Così succede con Ignazio di Loyola che, privato delle sue proprietà, si lascia condurre dallo Spirito, senza precederlo. La povertà lo vincola a Cristo, povero ed umile, ed ai suoi amici poveri. Una povertà che oggi si vive in modo comunitario, istituzionale e globale, rivedendo il modo di combattere al meglio l’ingiustizia che patiscono le persone e la natura. Dal 2019, la Compagnia si è prefissata di muovere questi stessi passi, d’accordo con le Preferenze apostoliche universali, delle quali si parla più volte in questa pubblicazione. Celebrare l’“Anno Ignaziano” non pretende, quindi, di aggiungere altri elementi, ma di combinare con le PAU quelli che esse propongono.

Vari gruppi lavorano per aiutare a promuovere queste proposte, soprattutto in Spagna ed a Roma, fin dal 2017. L’obiettivo è che questa conversione possa essere vissuta negli ambiti raggiunti dalla spiritualità ignaziana: scuole, università, centri di spiritualità, centri sociali, luoghi di accoglienza ed aiuto a migranti e rifugiati, parrocchie e santuari, per mezzo delle Lettere, delle Arti e grazie ai diversi mezzi di comunicazione. Ovviamente, l’intenzione è quella di creare ed organizzare molte attività, ma con la condizione di non distrarre dal proposito principale: ricorrere al cammino interiore di Ignazio tra Loyola e Manresa prima, e fino a Roma poi, perché ciascuno possa adattarlo in maniera conveniente, “trarne vantaggio”, proprio come richiedono gli Esercizi Spirituali. L’azione dovrà essere opportunamente combinata con la contemplazione, e lo sguardo rivolto all’interiorità individuale con quello rivolto all’esterno; così sarà più facile cogliere il modo in cui Ignazio si lasciò trasportare nella sequela di Cristo, in modo che la novità delle cose che si sperimentano dopo una conversione possa considerarsi come vissuta con Gesù Cristo.

Se all’inizio dell’Anno si ricorderà la ferita inflitta ad Íñigo (20 maggio 2021) e alla conclusione si celebrerà la nascita al Cielo del pellegrino (31 luglio 2022), verso la metà dell’Anno commemoreremo i 400 anni della canonizzazione di Sant’Ignazio (12 marzo 2022); nello stesso giorno in cui vennero canonizzati anche San Francesco Saverio, Santa Teresa d’Avila, San Isidoro Agricola e San Filippo Neri. Probabilmente sarà un’occasione per riflettere sulla santità della Chiesa e sulle vie per le quali Dio ha guidato sempre quanti si sono offerti, così come continua a fare ancora oggi.

 

Traduzione di Ivana Pistoresi De Luca

 

Written byÉcrit parEscrito porScritto da Pascual Cebollada SJ
Pascual Cebollada SJ è un gesuita spagnolo. Attualmente è il postulatore generale della Compagnia di Gesù e il coordinatore del Comitato dell'Anno Ignaziano.

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