Maria, nostra “Ina”, accompagnaci

30 Novembre 2021Articolo

Maria, nostra “Ina”, accompagnaci verso tuo Figlio durante l’Anno Ignaziano

 

Il Provinciale della Provincia delle Filippine, il p. Primitivo Viray Jr SJ, condivide una riflessione, durante quest’Anno Ignaziano, sull’importanza di Maria per sant’Ignazio e per se stesso. Questo articolo è stato pubblicato sul sitio della JCAP: link.

 

Nella città di Naga, situata a 384 chilometri a sud-est di Manila, si può trovare la bella immagine di Nostra Signora di Peñafrancia. Gli abitanti di Naga e di tutta la regione di Bicol hanno una grande devozione per quest’immagine della Madonna. I bicolani si riferiscono a lei come “Ina” o Madre con tanto amore e devozione. La sua festa si celebra la terza domenica di settembre, giorno in cui decine di migliaia di pellegrini convergono a Naga mostrando la loro profonda devozione a Ina.

All’inizio del 2011, sono stato mandato all’Università “Ateneo de Naga” e sono stato subito attratto da Ina. Durante questo periodo, a mia madre è stato diagnosticato un cancro avanzato e le è stato dato meno di un anno di vita. Le ho suggerito di chiedere al Signore, per mezzo dell’intercessione di Ina, che, se fosse stata la sua volontà, le venisse concessa la guarigione e una vita più lunga. Mia madre acconsentì e cominciammo a pregare con fervore il Signore per mezzo di Ina.

Per farla breve, prima della fine del 2011 mia madre ha ripetuto l’esame per controllare la diffusione del cancro. Con nostra grande sorpresa e gioia, il nostro medico di famiglia ci ha informato che non c’era traccia del cancro! È stato un vero e proprio miracolo! Tuttavia, ci ha avvertito che sarebbe potuto ritornare. Grazie alla bontà del Signore e alle preghiere di Ina, mia madre ha vissuto per altri quattro anni.

Grazie a questo meraviglioso evento dell’intercessione di Nostra Signora, la mia devozione personale si è rafforzata. Quando sono entrato nella Compagnia di Gesù, non avevo ancora una grande devozione per Lei. Anche se pregavo il rosario fin da bambino, non ho mai sentito un forte legame con Lei. Nella Compagnia, ho iniziato lentamente ad apprezzare l’importante ruolo che ha avuto nella vita di Ignazio e di tutto il corpo della Compagnia. Dal noviziato, ho cominciato ad apprezzare il suo ruolo fondamentale nel condurre Ignazio a crescere nella sua amicizia con il Signore Gesù. Negli Esercizi Spirituali, Ignazio invita gli ‘esercitanti’ a impegnarsi sempre in un dialogo con Maria, implorandola di avvicinarli a suo Figlio Gesù.

La profonda devozione di Ignazio per la Madonna fu evidente fin dalla sua giovinezza e negli anni del suo pellegrinaggio verso la formazione della Compagnia di Gesù. Nella cappella del castello di Loyola, c’è un dipinto dell’Annunciazione dove Ignazio, da bambino, fece le sue prime contemplazioni davanti all’immagine della Madonna. Durante il periodo della convalescenza da una ferita subita a causa di una palla di cannone nella battaglia di Pamplona, Ignazio ebbe una visione della Madonna con il Santo Bambino Gesù. In quest’incontro, ricevette una straordinaria consolazione del fatto che “non avrebbe mai più avuto nemmeno la minima complicità nelle questioni della carne”.

Dopo la guarigione, si mise in viaggio verso Manresa e passò una notte al santuario di Nostra Signora di Montserrat. Alla vigilia della festa dell’Annunciazione depose la spada e il pugnale come offerta a Nostra Signora e a suo figlio Gesù. Da quel momento in poi, Ignazio, da soldato terreno, divenne soldato di Cristo.

In seguito, durante il suo viaggio da pellegrino, Ignazio avrebbe continuato ad affidarsi alla Madonna per le sue preghiere e la sua guida. Dopo essere stato ordinato sacerdote, Ignazio rimandò la celebrazione della Messa per un anno intero, affidandosi alla Madonna, chiedendole di avvicinarlo a suo Figlio. E non molto tempo dopo, a Ignazio venne donata l’esperienza di vedere chiaramente Dio Padre che lo metteva con Gesù come suo compagno.

Come Ignazio, che cominciò a vedere nuove tutte le cose in Cristo, siamo invitati a implorare la stessa grazia in questo quinto centenario della sua conversione. Faremmo bene a seguire il suo esempio e ad avvicinarci sempre alla Madonna, chiedendole di intercedere per noi presso suo Figlio. Come hanno dimostrato le esperienze di Ignazio, il suo unico desiderio era di portarlo più vicino a suo figlio Gesù.

Dalla Sacra Scrittura, siamo invitati a prestare attenzione a ciò che Maria dice ai servi alle nozze di Cana quando il vino era finito: “Fate quello che vi dirà” (Giovanni 2,5). Mentre celebriamo l’Anno Ignaziano, chiediamo umilmente a Maria, nostra Signora, nostra Ina, di pregare sempre per noi e di accompagnarci verso il suo amato Figlio, affinché, potendo stare in compagnia di Gesù, possiamo cominciare a vedere nuove tutte le cose in Lui. Anche in mezzo alle attuali dure realtà di dolore e sofferenza portate dalla pandemia e dalle pericolose disuguaglianze sociali, economiche e politiche, la nostra rinnovata visione in Cristo può concederci la speranza e il coraggio necessari per affrontare tutte queste sfide. Con queste grazie, possiamo essere spinti a condividere le sofferenze di coloro che sono più colpiti: i malati, coloro che sono in fin di vita, gli affamati, i disoccupati, gli oppressi e le vittime dell’ingiustizia.

 

Maria, Nostra Signora di Peñafrancia, prega per noi. Amen. +AMDG+

Written byÉcrit parEscrito porScritto da Primitivo Viray Jr. SJ
P. Primitivo Viray Jr. SJ è un gesuita filippino. È stato Presidente dell'Università Ateneo de Naga e attualmente è Provinciale della Provincia delle Filippine.

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