Sofferenza salvifica. Una testimonianza della mia conversione…

2 Giugno 2022Articolo

Sofferenza salvifica. Una testimonianza della mia conversione…

 

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nell’Annuario dei gesuiti del 2021. Potete trovare l’intero Annuario seguendo questo link.

 

Il 21 febbraio del 2014, mentre mi dirigevo a presiedere l’Eucarestia della festa della parrocchia di Vannampatti, vicino a Dindigul (Tamil Nadu, India), un camion che procedeva a tutta velocità mi ha sbalzato dalla moto. Ho perso l’uso della mano destra e avevo ferite su tutto il corpo. Ho subito dieci operazioni nei quattro anni successivi e ho dovuto sopportare un dolore neuropatico continuo, durante la riabilitazione. Non sono ancora completamente guarito! Ecco alcune delle domande che mi ponevano le persone che venivano a visitarmi: “A soli quarantun anni, come ha reagito ad un’avversità di tale portata? Come ha potuto essere efficiente durante questa prolungata guarigione? Come può attendere così pazientemente ed allegramente?”.

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E questa è la storia del mio viaggio interiore e della mia trasformazione. In un letto d’ospedale, completamente indifeso, il mio stato mentale era confuso, dal punto di vista fisico soffrivo un dolore insopportabile; molte domande, molti dubbi, molte ansie mi sono passate per la mente. “Sì, so che Dio sa tutto, ma sta forse frantumando la mia fede? Dio mi ha salvato dalle grinfie della morte, ma che intenzioni ha? Come sta operando in me, attraverso questi avvenimenti?”. Non ero proprio capace di percepire positivamente l’intenzione salvifica di Dio dietro questo evento devastante!

Durante questo lungo periodo, ho sperimentato il Signore dell’Eucarestia sempre più vicino; il che ha prodotto una trasformazione significativa della mia vita. Quello che è successo dopo ha reso più profonda la mia fede e la mia fiducia nelle braccia protettrici di Nostra Signora. In due occasioni, celebrando l’Eucarestia, ho sentito il tocco risanante di Maria Madre Nostra, una forza spirituale interiore che mi ha attraversato dalla punta dei capelli, fino ai piedi. Il Signore dell’Eucaristia è diventato parte di ogni tessuto del mio corpo ferito ed il Suo sangue ha rianimato le mie vene ed i miei nervi spezzati. Queste esperienze hanno ricaricato il mio spirito, gli hanno permesso di sentirsi a suo agio con il dolore e mi hanno concesso la forza spirituale per dire “Sì”, come nostra Madre, alla volontà di Dio, per la quale erano necessari il dolore, l’agonia e la sofferenza. Queste esperienze mi hanno permesso di affrontare il viaggio della vita con una fede rinvigorita.

Man mano che passavano le giornate, aumentava la mia fiducia nel Signore della Vita. Ho cominciato ad identificarmi con il personaggio di Giobbe e le sue parole agonizzanti riecheggiavano nella mia situazione. Le orme di Dio nella mia vita apparivano più marcate nei miei giorni più bui! Continuavo a ricordare a me stesso: “Dio mi guida … anche nel dolore”. La mia voce interiore mi sussurrava:

Non c’è dubbio che il dolore è una realtà passeggera.

Sì, lo è. E lo sarà sempre.

Non ha il potere di rompere o abbattere.

Conferma lo spirito indomabile interiore.

Scopri il potere del Signore resuscitato.

Credi e vincerai!

Non possiamo negare che la realtà delle sofferenze diventa significativa solo attraverso il prisma della dimensione spirituale. Le vibrazioni divine positive hanno modificato il mio atteggiamento, la mia visione del mondo e le mie aspettative, guidandomi verso un cambiamento interiore, purificando le mie preoccupazioni, le mie convinzioni ed i miei impegni. Ho imparato che Dio non mi carica di pesi che superino le mie capacità. Se incontro prove sulla mia strada, devo consegnarmi a Lui. La mia anima ha sussurrato:

Mettiti le scarpe…

È il momento di alzarsi per la missione che ti è stata assegnata.

Abbraccia la seconda vita che il Creatore ti ha donato.

Continua con una passione crescente per la tua missione.

Quest’incidente non è uno scoglio e non lo sarà mai.

Dai, vola al di sopra delle negatività che ti appesantiscono.

Àncora la tua forza di volontà, la tua determinazione, la tua autostima

Alla fede di Colui cui appartiene la tua vita,

Perché ti solleverà fino in cielo…

Conferma l’energia spirituale che è in te,

Il coraggio di creare e di vedere l’opportunità

Di afferrarla, ed il potere di plasmare il futuro.

Continua i tuoi studi con ferma dedizione.

Usa le mani, la mente ed il cuore.

Adopera la tua immaginazione, il tuo coraggio e sii avventuroso.

Né il dolore, né le avversità possono interrompere il tuo viaggio…

Prendilo, alzati in piedi e sfida il tuo mondo…

Ho imparato che quanto più mi sforzo per affrontare rischi e sfide ragionevoli, migliore è l’uso che faccio delle doti che Dio mi ha dato; perché la paura logora l’autostima con il dubbio. Nel momento in cui mi sono lanciato all’azione (guidare l’automobile, passeggiare per la campagna, spazzare, redigere la tesi di dottorato con la mano sinistra, mentre la destra penzolava inerte, appesa alla benda che mi circondava il collo) ho notato un miglioramento nella considerazione che ho di me stesso e nella mia determinazione. Affermazioni che traboccano fede hanno cominciato a plasmare le mie percezioni, i miei schemi di pensiero e le mie convinzioni. Le vite di Sant’Ignazio di Loyola e del Santo Padre Pio hanno esercitato un influsso positivo su di me e mi hanno ispirato per superare la disperazione e la depressione.

Attorniato da gente con una visione del mondo per cui il dolore è segno di una maledizione divina, sono in sintonia con il tempo di Dio e mi rendo conto che nel Suo tempo tutto è bello. Il mio braccio migliora molto lentamente, può darsi che mi ci voglia ancora qualche anno! Fino ad allora, bisogna essere pazienti… perché credo in un Dio che opera miracoli anche attraverso le contrarietà… perché la sofferenza, accettata come mistero della mia vita, diventa sofferenza salvifica, anche quando comporta tanto dolore e disabilità.

Traduzione di Ivana Pistoresi De Luca

 

Written byÉcrit parEscrito porScritto da Amaldass Maria SJ
P. Amaldass Maria SJ è un gesuita indiano della Provincia di Delhi. Attualmente è il decano dell'amministrazione e controllore finanziario al XLRI Delhi NCR Campus.

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